SSRI, SNRI, triciclici: farmaci diversi tra loro, che nella depressione e nei disturbi d'ansia possono essere fondamentali. La loro efficacia è confermata da centinaia di studi, e una depressione non curata ha rischi seri.
Ma agire su serotonina o noradrenalina significa intervenire su una rete più ampia: recettori, sistema nervoso autonomo, sonno, funzione sessuale, metabolismo.
Che cosa sappiamo con buona certezza
- ❤️Funzione sessuale – è uno degli effetti avversi più documentati: calo del desiderio, difficoltà a raggiungere l'orgasmo, disfunzione erettile, ridotta sensibilità genitale. Il rischio varia molto da molecola a molecola. Va ricordato che anche la depressione, da sola, riduce il desiderio: distinguere le due cose non è sempre semplice.
- 🧩Altri effetti possibili – nausea e disturbi intestinali, alterazioni del sonno, variazioni di peso, iponatriemia (soprattutto negli anziani), maggiore tendenza al sanguinamento se associati ai FANS.
- 🔄Sindrome da sospensione – vertigini, sensazioni di «scossa», insonnia, irritabilità, ansia. Riguarda una minoranza dei pazienti ed è grave in pochi casi, ma esiste, e può essere scambiata per una ricaduta. La riduzione graduale la attenua.
E dopo la sospensione? La PSSD
In alcune persone i disturbi sessuali continuano anche dopo aver smesso il farmaco: è la Post-SSRI Sexual Dysfunction. Nel 2019 l'Agenzia Europea dei Medicinali ha fatto inserire questa possibilità nei fogli illustrativi. Quanto sia frequente non si sa: sembra rara. Ma introduce un concetto importante:
persistenza del sintomo ≠ persistenza del farmaco. Il farmaco è stato eliminato; alcuni adattamenti del sistema nervoso possono richiedere più tempo per rientrare.
Le ipotesi allo studio
- 🧠modificazioni dei recettori della serotonina;
- ⚡effetti sul sistema dopaminergico e sui circuiti della ricompensa;
- 🧪alterazioni dei neurosteroidi;
- ✋cambiamenti della sensibilità sensoriale. Sono ipotesi: i meccanismi non sono ancora chiariti.
Il punto centrale
- 💡Il cervello non riceve passivamente il farmaco. Si adatta alla sua presenza. E quando il farmaco viene ridotto, deve riadattarsi di nuovo.
- ❓La domanda quindi non è solo: «Cosa fa questo farmaco?» Ma anche: «Come cambia l'organismo mentre lo assume?»
E soprattutto: «Quanto tempo serve al sistema per ritrovare il proprio equilibrio?» Niente di tutto questo significa che gli antidepressivi vadano evitati. Significa che iniziarli, proseguirli e sospenderli sono tre decisioni da prendere con il proprio medico, con tempi adeguati.
Fonti
- Cipriani A. et al., Lancet 2018
- Serretti A., Chiesa A., J Clin Psychopharmacol 2009
- EMA/PRAC, raccomandazione 2019 su SSRI/SNRI
- Bala A. et al., Sex Med Rev 2018
- Henssler J. et al., Lancet Psychiatry 2024
- Horowitz M.A., Taylor D., Lancet Psychiatry 2019
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Pubblicato originariamente sulla pagina Facebook BrainCode® il 17 settembre 2026.
