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Oltre il bersaglio · Conclusione

Che cosa ci hanno insegnato 13 famiglie di farmaci

17 settembre 2026 · 4 min di lettura · Cristina Păunescu

Antibiotici, statine, antinfiammatori, protettori gastrici, cortisone, psicofarmaci, anestetici, antivirali, chemioterapici. Tredici post, tredici famiglie di farmaci molto diverse tra loro. Eppure, puntata dopo puntata, sono tornate sempre le stesse cinque idee.

1. Un farmaco non parla solo con il suo bersaglio

Le prostaglandine che i FANS riducono non generano solo dolore: proteggono stomaco e reni. La via metabolica che le statine bloccano non produce solo colesterolo. L'acidità che gli IPP spengono non è un errore: è una funzione. I recettori su cui agiscono gli antipsicotici non stanno solo nel cervello. L'organismo è una rete. Toccare un nodo significa muovere anche gli altri.

2. Lo stesso farmaco non incontra lo stesso organismo

Una variante genetica può far perdere l'udito dopo una sola dose di aminoglicoside. Un'altra aumenta il rischio di dolori muscolari con le statine. Età, reni, fegato, altri farmaci, idratazione: tutto cambia la risposta. La domanda giusta non è «che cosa fa questo farmaco?», ma «che cosa fa questo farmaco in questo organismo?».

3. L'organismo non subisce il farmaco: si adatta

Il surrene si mette a riposo quando arriva cortisone da fuori. Il cervello regola i propri recettori in presenza di benzodiazepine e antidepressivi. Lo stomaco, dopo mesi di IPP, è pronto a produrre più acido di prima. Per questo tante terapie non si interrompono di colpo: il sistema ha bisogno di tempo per riadattarsi.

4. Eliminare il farmaco non significa aver già recuperato

È stato il filo più costante della serie. I tendini dopo i fluorochinoloni, il cuore dopo la doxorubicina, l'udito dopo cisplatino e aminoglicosidi, il sistema nervoso dopo alcuni psicofarmaci. La scintilla e l'incendio: spegnere la prima non spegne subito il secondo. Quanto dura il recupero dipende anche dal tessuto: le cellule del rene si rigenerano, quelle dell'orecchio interno e del cuore quasi per nulla. E a volte conta la dose accumulata in una vita, non la singola somministrazione.

5. I mitocondri: un filo rosso, con prudenza

Sono comparsi in quasi tutti i post. Non è un caso: discendono da antichi batteri, e per questo alcuni antibiotici e antivirali li «riconoscono»; e i tessuti che consumano più energia, cuore, nervi, muscoli, rene, sono i più esposti quando la loro funzione si altera. Ma va detto con onestà: molti di questi dati vengono da cellule e modelli animali. In alcuni casi il ruolo dei mitocondri è dimostrato, in molti altri è un'ipotesi di lavoro. Distinguere ciò che sappiamo da ciò che stiamo ancora studiando è parte del metodo scientifico.

La parte che preferisco: la medicina impara

Questa non è stata una serie contro i farmaci. È stata una serie su come la conoscenza degli effetti off-target migliora le cure:

Le domande da portare al proprio medico

Se assumi una terapia da tempo, queste sono domande legittime e utili:

Il punto centrale

Ogni farmaco efficace modifica davvero la fisiologia: è per questo che funziona. Beneficio terapeutico e costo biologico non sono due storie separate, ma due aspetti della stessa interazione tra una molecola e un organismo. Conoscere ciò che accade oltre il bersaglio non serve a curarsi meno. Serve a curarsi meglio.

Dalla serie al libro

Questa serie è nata da una domanda che mi accompagna da anni: come fa un cambiamento in un punto dell'organismo a propagarsi così lontano? L'idea del corpo come rete, in cui segnali elettrici, energia e informazione passano da un sistema all'altro, è il tema di «Brain Code — Il corpo elettrico e la struttura dell'informazione». Nel libro, come in questi post, tengo distinte tre cose: ciò che la scienza ha consolidato, ciò che è ancora ipotesi, e ciò che è una mia proposta. Chi vuole approfondire lo trova qui

Le fonti scientifiche sono indicate in calce a ciascuno dei 13 post della serie.

⚠️ Nota — Questa serie ha scopo divulgativo. Nessuno dei post è un invito a sospendere, ridurre o rifiutare una terapia: per molti di questi farmaci l'interruzione improvvisa è pericolosa. Ogni decisione va presa con il proprio medico.

Ne parlo nel libro Brain Code — Il corpo elettrico e la struttura dell’informazione.

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Pubblicato originariamente sulla pagina Facebook BrainCode® il 17 settembre 2026.